La fraternità. È questo, per monsignor Serafino Parisi, il Vescovo di Lamezia Terme e vice presidente della Conferenza episcopale calabra, “il riarmo necessario” in questo tempo che stiamo vivendo.
Un messaggio, il suo, lanciato nel corso delle iniziative per il quattro novembre organizzate oggi anche nella città di Lamezia Terme in occasione della giornata dell’unità nazionale e delle forze armate.
“Io – ha aggiunto monsignor Parisi rivolgendosi alle autorità presenti ed agli studenti dell’Istituto comprensivo “Perri Pitagora don Milani” la cui orchestra ha accompagnato l’intera manifestazione – penso che noi tutti, Istituzioni civili, militari e religiose dovremmo lavorare ad un modo diverso di concepire la nostra presenza sulla terra. Bisognerebbe assumere lo sguardo ingenuo dei bambini e l’atteggiamento impotente dei fragili per guardare la realtà da un altro versante. Si arriverebbe alla consapevolezza, con la stessa semplicità di una banale comprensione, che la guerra è inutile e fa male, non serve a nulla, fuorché ad arricchire chi vende le armi e poi a chi ricostruisce. Il nostro compito dovrebbe essere quello di insegnare a guardare il mondo e l’umanità con gli occhi incantati e candidi dei più piccoli”.
Per il Vescovo, infatti, in questo momento storico, la svolta sarebbe “immaginare un mondo con una pace stabile e duratura, che si prepara – a dispetto dell’adagio latino ‘si vis pacem, para bellum’ – con il lavoro, con l’impegno, con lo studio e la conoscenza e che si realizza guardando l’altro non come un nemico, un avversario, un antagonista, ma considerandolo e trattandolo come un fratello”.
Mantenendo la corazza dell’ingenuità si dovrebbe dire che l’unico riarmo possibile e necessario sia quello della fraternità, meno costoso, più redditizio e, oggigiorno, più atteso e sperato.
fonte Saveria Maria Gigliotti – Direttore Ufficio Stampa Vescovo Lamezia Terme



