domenica 1 Novembre 2026
Attualità · Economia

Grandinetti: «Prima investiamo per farli venire e restare. Agevolazioni agli esercenti che curano la città, aperture domenicali e taxi con tariffe chiare»

Prima di chiedere un euro ai turisti che soggiornano a Lamezia, valutiamo di offrirglielo noi. Può sembrare una provocazione, ma è il punto di partenza di una proposta precisa che è quella di investire nell’accoglienza e nella capacità della città di attrarre visitatori, prima di introdurre nuovi costi a loro carico.

 

 

Lo sostengo da imprenditore ed ex presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme, con rispetto per chi la pensa diversamente, compresi gli operatori economici che hanno accolto favorevolmente l’ipotesi dell’imposta di soggiorno. La mia contrarietà riguarda la situazione attuale di Lamezia e l’ordine delle priorità.

La prima domanda dovrebbe essere sul perché un turista dovrebbe scegliere di fermarsi nella nostra città?

 

 

Lamezia possiede storia, cultura, risorse e potenzialità che meritano di essere valorizzate. Ma dobbiamo ancora trasformarle in un’offerta facilmente riconoscibile e accessibile. L’aeroporto rappresenta un’opportunità straordinaria. Chi vi atterra, però, può proseguire immediatamente verso altre destinazioni. Il nostro compito è dargli motivi per restare.

Secondo i dati riportati dalla stampa, nei primi nove mesi del 2026 le presenze avrebbero già superato le 78.320 registrate nell’intero 2025. È un buon inizio, da sostenere. Non lo considero un risultato tale da farci ritenere già una destinazione turistica affermata.

 

 

Anche il possibile gettito dell’imposta va valutato nelle sue dimensioni reali. Prendendo come riferimento le 78.320 presenze del 2025, cioè i pernottamenti, un euro produrrebbe teoricamente 78.320 euro lordi; due euro porterebbero a 156.640 euro, prima degli effetti di eventuali esenzioni, limiti di applicazione e costi di gestione.

Con dieci euro si arriverebbe, sulla carta, a 783.200 euro. È soltanto un esempio aritmetico, non una tariffa annunciata dal Comune. Ma mostra il problema che per ottenere un gettito molto più consistente si finirebbe per chiedere una somma che, a mio giudizio, rischierebbe di scoraggiare i soggiorni. Una famiglia di cinque persone, se tutte soggette a quell’importo ipotetico, spenderebbe cinquanta euro in più a notte.

 

 

Per una città che deve ancora consolidare la propria attrattività, ritengo più utile investire sulla crescita delle presenze.

È il principio che ispira anche le politiche di sostegno ai collegamenti aerei. In Calabria sono state destinate risorse regionali all’attivazione e al consolidamento delle rotte attraverso SACAL, che ha riconosciuto incentivi a diversi vettori, fra cui Ryanair. La Regione ha inoltre affidato allo stesso vettore campagne di promozione della destinazione Calabria. Sono strumenti distinti, orientati a favorire collegamenti e flussi turistici.

 

 

Questo non permette di attribuire tutta la crescita turistica agli incentivi, né significa che ogni contributo si traduca automaticamente in uno sconto sul singolo biglietto. Dimostra, però, che investire per attirare visitatori è una scelta concreta di politica turistica.

Perché non adottare questa logica anche a Lamezia?

 

 

L’euro al giorno potrebbe assumere la forma di un piccolo incentivo, di un buono da spendere nelle attività locali o di un servizio offerto a chi soggiorna. Costi e modalità andrebbero studiati, ma il messaggio sarebbe immediato ed unico, con uno slogan di marketing: Lamezia investe su chi viene a conoscerla.

La stessa impostazione dovrebbe guidare il rapporto con gli esercenti. Propongo di rendere gratuita l’occupazione degli spazi esterni per le attività che si impegnano a contribuire alla bellezza e all’accoglienza della città.

 

 

La gratuità dovrebbe essere collegata a condizioni precise: arredi curati e armoniosi, pulizia costante, rispetto dell’accessibilità e dei passaggi pedonali, orari adeguati alle esigenze dei visitatori e aperture anche domenicali, concordate e organizzate.

Il Comune agevola l’attività e l’attività contribuisce a rendere più piacevoli le nostre piazze. Chi arriva deve trovare luoghi curati, servizi disponibili e una città viva anche nei giorni festivi.

 

 

Occorre poi rendere semplici gli spostamenti dall’aeroporto che oggi vedono turisti andare a piedi con le valigie dall’aeroporto alla stazione ferroviaria. Un visitatore deve sapere come raggiungere i diversi centri cittadini e quanto spenderà, attraverso informazioni immediate e tariffe taxi chiare, conoscibili prima della corsa, eque per il passeggero e sostenibili per chi lavora. Se servono accordi o forme di sostegno ai tassisti per migliorare il servizio, discutiamone.

 

 

Accolgo quindi positivamente il Tavolo permanente con gli operatori annunciato dal Comune. Vorrei che affrontasse soprattutto queste questioni: come portare i turisti a Lamezia, come accoglierli, quali esperienze offrire, come coordinare trasporti, aperture, cultura e promozione.

 

 

Tutto questo richiede una città curata. Lamezia risente ancora di troppe trascuratezze, pur riconoscendo i segnali positivi che noto nell’attività della Multiservizi e che ritengo doveroso evidenziare. Resta molto da fare sulla pulizia, sul verde, sulla manutenzione e sulla valorizzazione del patrimonio storico, accelerando anche gli interventi per i quali siano già disponibili finanziamenti.

 

 

Sono responsabilità che richiedono volontà amministrativa, organizzazione e continuità. Una nuova entrata, da sola, non garantisce il cambiamento.

Diamoci un orizzonte di quattro o cinque anni per costruire una città più attrattiva, accogliente e dotata di servizi efficienti. Se avremo raggiunto risultati riconoscibili, allora sarà ragionevole valutare un contributo dei visitatori al mantenimento di quella qualità.

 

 

Oggi la priorità è farli venire, farli stare bene e convincerli a tornare. Prima di chiedere qualcosa in più ai turisti, offriamo noi qualcosa in più alla città.

 

 

fonte Francesco Grandinetti