Arrivano 10 milioni di euro per il Castello di Lamezia Terme e per altri interventi. È una buona notizia. Anzi, è un’ottima notizia. Quando arrivano soldi per la nostra città, c’è solo da essere contenti. Punto. E infatti, puntuale, è partita la corsa. La corsa a chi lo ha ottenuto per primo, a chi lo ha annunciato meglio, a chi mette prima il cappello sopra. È folklore, lo conosciamo. Fa parte del gioco. Bene così.
Ma se ci fermiamo un secondo, dopo l’applauso, ci accorgiamo che la vera notizia non sono i 10 milioni che arrivano. La vera malattia di Lamezia Terme sono i milioni che se ne vanno. Quelli che tornano indietro. Quelli non spesi. Le occasioni perdute. Mille occasioni perdute…di chi questo merito?
*IL PARADOSSO LAMEZIA: RICCHI DI FINANZIAMENTI, POVERI DI CANTIERI.*
Lamezia Terme, in questi anni, non ha avuto un problema di risorse. Ha avuto un problema di capacità di spesa,di progettazione.
Siamo diventati campioni regionali, forse nazionali, di una specialità triste: ottenere il finanziamento e poi non riuscire a spenderlo.
Quanti milioni sono tornati indietro a Roma, a Bruxelles, alla Regione, perché non siamo stati capaci di fare un progetto esecutivo in tempo? Quanti bandi scaduti? Quante graduatorie perse per un documento mancante? Quanti cantieri mai partiti?
Ogni cittadino lametino potrebbe fare l’elenco: opere annunciate tre volte, finanziate due, realizzate mai. Strade, scuole, periferie, dissesto idrogeologico,beni storici,Il Castello stesso, che oggi festeggiamo, quante volte è stato finanziato e poi definanziato negli ultimi vent’anni?
Festeggiare i 10 milioni che arrivano senza fare i conti con i 30 che sono tornati indietro è come festeggiare perché hai vinto 10 euro al gratta e vinci, dimenticando che ne hai persi 30 al casinò.
*NON È UN PROBLEMA DI SOLDI. È UN PROBLEMA DI MACCHINA.*
Il punto è sempre quello. Non è che mancano i soldi. Manca la macchina comunale capace di spenderli. E qui torniamo al tema di sempre, quello che non fa titolo ma che decide il destino di una città: gli uffici tecnici sotto organico, i dirigenti a scavalco, i concorsi che non si fanno, le competenze che se ne vanno, la burocrazia che uccide tutto, l’assenza di una programmazione seria.
Annunciare 10 milioni è facile. Spenderne 10, rendicontarne 10, trasformarne 10 in pietre, in restauro vero, in lavoro per le imprese locali, in turismo che resta, è difficilissimo. Richiede una struttura che oggi Lamezia non ha. Richiede quello che non si vede: programmazione, progetti, gare, controlli, direzione lavori. Tutta roba che non si può mettere in un post su Facebook.
E allora la domanda che dobbiamo farci, tutti, senza tifoserie, è semplice: questi 10 milioni che fine faranno? Faranno la fine dei tanti altri? Li rivedremo tra tre anni in un altro comunicato che dice “perso finanziamento per ritardi”?
*LA POLITICA DELL’ANNUNCIO CONTRO LA POLITICA DEL FARE.*
C’è una politica che vive di annunci. Ogni finanziamento è un trofeo da mostrare. E c’è una politica che vive di cantieri. Ogni finanziamento è una responsabilità che inizia. Lamezia ha bisogno disperatamente della seconda.
Bene i 10 milioni per il Castello e altri.Benissimo. Ma il Castello non ha bisogno solo di soldi. Ha bisogno di qualcuno che sappia spendere quei soldi. Ha bisogno di una città che smetta di vantarsi di ciò che ottiene sulla carta e inizi a vergognarsi di ciò che non riesce a realizzare nella realtà.
Perché alla fine, i cittadini non giudicheranno chi ha annunciato per primo i 10 milioni. Giudicheranno chi li ha trasformati in qualcosa che si può toccare, visitare, vivere. Altrimenti, tra qualche anno, saremo di nuovo qui. Ad annunciare altri 10 milioni per lo stesso Castello, applaudendo di nuovo, come se fosse la prima volta. Chi paga per tutte le occasioni perse?Chi paga per tutte le ricadute negative sulla città?
Fonte Ass. Calabria Nostra Ass. Lamezia Maltrattata Ass. Un Mondo Nuovo

